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Articolo periodico d'informazione dell'A.I.D.A.A.Associazione Insegnanti di Discipline per l'Architettura e le Arti Figurative n°1 febbraio 2003

Studio Azzurro,Cinque parole Chiave

 

Ho trascorso molte sere a Milano nel 91/92 presso gli studi di "Metamorphosi" di Marco Poma, Girolamo Modenato e Andrea Giannotta. Partecipando ai lavori di ABADAN Video associazione che in quelle sere riuniva soci, amici e personalità invitate per discutere di arte,filosofia, di cinema, di design, Paolo Rosa (Studio Azzurro) conduceva gli incontri, l'invitato trattava una sua tematica e poi si interveniva liberamente come in un salotto, era estremamente interessante e piacevole, tutto veniva ripreso dalla telecamera per poi documentarlo, tra i presenti oltre che Marco Poma e Andrea Giannotta, in qualità di padroni di casa, vi era poi: Tullio Brunone, Mario Canali(Correnti Magnetiche),(Studio Equatore) Maria Grazia Mattei e molti altri artisti e critici, come Pierandrea Casati.

Ne 1993, io ero già tornato a Palermo, il risultato anche di questi incontri fu un convegno presso la sede del Mudima intitolato "dentro i mondi fuori del mondo"

"…il gruppo degli organizzatori vedeva inclusi Mario Canali(Correnti Magnetiche, Antonio Caronia, Gino Di Maggio, Antonio Glessi(Giovanotti Mondani Meccanici), Maria Grazzia Mattei, Paolo Rosa(Studio Azzurro), e Giacomo Verde, molti dei quali impegnati da anni sul fronte di un rinnovamento tecnico, oltre che teorico, dell'attività artistica.…"

da Il Sole 24 Ore del 24/01/1993 articolo di Angela Vettese

Veniva proposto un manifesto, o meglio un itinerario pilota in cinque punti, indicati da parole chiave:

  • Eventualità, "…intesa come trasferimento d'attenzione dal vecchio oggetto d'arte al processo della sua formazione, all'evento…"
  • Autore collettivo, "…fine della poetica romantica intesa come espressione del sentire individuale…"
  • Interattività, "…possibilità d'intervento diretto nell'opera da parte di chi la osserva e la fa propria…"
  • Virtualità, "…progressivo abbandono della materia come mezzo per creare nuovi mondi possibili in relazione soprattutto alle nuove possibilità comunicative…"
  • Plurisensorialità, "…come conseguenza della moltiplicazione dei linguaggi e della loro possibile sovrapposizione in un'opera che, da oggetto che era, tende sempre più spesso a presentarsi come un complesso stratificato d'esperienze…"

da Il Sole 24 Ore del 24/01/1993 articolo di Angela Vettese

 

E di eventi e video installazioni Studio Azzurro ne ha prodotti tanti, troppi per citarli in un piccolo articolo come questo.Già prima del manifesto del 93', Paolo Rosa esponeva a Milano, per la Triennale, "Il giardino delle cose"una serie di monitor televisivi, collegati ad alcune telecamere all'infrarosso che riprendevano il pubblico mentre manipolava alcuni contenitori per detersivi di plastica, privi d'etichette pubblicitarie, quotidiana virtualità, pian piano il calore della manipolazione li rendeva visibili sui monitor di un ceruleo spettrale, per poi scomparire lentamente al cedere del calore incamerato all'ambiente.Nell'opera era già presente il concetto di virtualità e di evento, più avanti definito nel manifesto del '93.

Visitando la Triennale, provai personalmente a manipolare uno di questi contenitori era come modellare, lentamente il calore passando dalle mie mani al contenitore di detersivo nudo, privato della sua virtualità pubblicitaria, lo rendeva visibile sul monitor, era come se nascesse nuovamente dalle mie mani.

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